Pescara, una gara di “plogging” nella Pineta di Santa Filomena

ABRUZZO – Nuova iniziativa nell’ambito dell’attività di tirocinio su “Green Fitness – Tutela Ambientale, Attività Fisica e Salute” del Corso di Studi in Scienze delle Attività Motorie e Sportive dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio”, in collaborazione con il WWF Chieti-Pescara e con il Reparto Carabinieri Biodiversità di Pescara. Gli studenti universitari coordinati dal prof. Pascal Izzicupo sono stati impegnati questa volta in una gara di “plogging” all’interno della Riserva Naturale Statale “Pineta di Santa Filomena”, lungo la costa adriatica tra i comuni di Pescara e Montesilvano.  

Il plogging è una attività inventata nel 2016 in Svezia da Erik Ahlström. Consiste nel raccogliere i rifiuti che si trovano sul proprio cammino mentre si è impegnati in una attività sportiva all’aria aperta. Il termine plogging (anch’esso creato da Ahlström) nasce infatti dall’unione dell’espressione svedese “plocka upp”, che significa raccogliere, con il termine inglese “jogging”. Nelle gare di questa nuovissima disciplina, per la quale si organizzano anche veri e propri campionati, la classifica si stila tenendo conto anche e soprattutto di quantità e qualità del rifiuti rimossi dall’ambiente.

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Nel caso della gara svolta a Pescara il peso totale del materiale raccolto è stato impressionante, ancor più se si tiene conto del fatto che l’area è soggetta a tutela. «La dimostrazione – ha osservato il prof. Izzicupo – di quanto lavoro ci sia ancora da fare per sensibilizzare tutti i cittadini perché abbiano un atteggiamento maggiormente rispettoso nei confronti dell’ambiente nel quale viviamo».

Durante la gara gli studenti partecipanti hanno indossato un accelerometro da polso per misurare la quantità e l’intensità dell’attività fisica svolta. I risultati (compresa la classifica della gara) saranno elaborati in aula durante le prossime lezioni. «In realtà in questo genere di iniziative – commenta la presidente del WWF Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco – “vincono” tutti coloro che si impegnano a tutela della natura, a cominciare dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Pescara che ci ha ospitato e accompagnato nell’attività, dal prof, Izzicupo e dai suoi studenti. Chi “perde” invece siamo noi esseri umani che continuiamo a trattare il mondo come una gigantesca pattumiera senza renderci conto del danno immenso che, favorendo l’aumento della temperatura globale e inquinando, provochiamo alla biodiversità e alla nostra stessa sopravvivenza».

A fine giornata gli universitari si sono spostati in spiaggia per un breve incontro formativo sul progetto “Salvafratino Abruzzo” portato avanti da Area Marina Protetta Torre del Cerrano e WWF.

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