Il cielo si colora di giallo: il fenomeno che viene dal deserto del Sahara

ITALIA – In molte zone dell’Italia il cielo è velato da una polvere proveniente dal deserto del Sahara, situato nell’Africa settentrionale. Questo fenomeno tutt’altro che raro è causato dai venti che trasportano grandi quantità di sedimenti leggeri e secchi, noti come polveri, da migliaia di metri d’altitudine attraverso mari e oceani.

Il Sahara, il deserto più vasto del pianeta, contribuisce con oltre la metà della polvere presente nell’atmosfera terrestre. Le direzioni dei venti, influenzate dalle stagioni, determinano il percorso delle polveri sahariane, con un maggiore afflusso verso l’Europa soprattutto all’inizio della primavera. Nulla di nuovo, quindi.

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Tuttavia, l’oscuramento dei cieli e le eventuali conseguenze sulla qualità dell’aria costituiscono solo una parte degli effetti di questa polvere. Si ritiene che essa possa favorire la crescita della vegetazione in Amazzonia e contribuire alla fusione dei ghiacciai delle Alpi. Inoltre, si ipotizza che possa influenzare il clima in modi vari, potenzialmente contrastando la formazione di tempeste tropicali nell’Oceano Atlantico, anche se gli studi sull’argomento sono ancora in corso.

È importante notare che la polvere sahariana non è costituita dalla classica sabbia delle dune, poiché i granelli di sabbia sono troppo pesanti per essere sollevati alle altezze raggiunte dalle correnti atmosferiche. Si tratta invece di particelle molto più sottili, che si accumulano nelle zone pianeggianti dei deserti, dove in passato potrebbero esserci stati laghi, come nella depressione Bodélé, nel nord del Ciad.

La presenza di polvere nell’atmosfera potrebbe influenzare la temperatura in modi contrastanti. Da un lato, l’ombreggiamento causato dalla polvere potrebbe contribuire a un abbassamento della temperatura, mentre dall’altro, le particelle di polvere potrebbero assorbire la radiazione solare, generando un riscaldamento localizzato nella parte dell’atmosfera in cui si trovano. Tuttavia, il bilancio netto di questi effetti, se tenda a un riscaldamento o a un raffreddamento complessivo, non è ancora chiaro e richiede ulteriori studi.

Pescara, il 30 marzo 2024

È noto, invece, che la presenza di polvere sahariana può accelerare i processi di fusione delle nevi e dei ghiacci nelle principali catene montuose europee, come i Pirenei e le Alpi. Quando la polvere si deposita sulla neve e sul ghiaccio, riduce l’albedo, ovvero la quantità di radiazione solare riflessa nell’atmosfera. Questo comporta un maggiore assorbimento di energia da parte della neve e del ghiaccio, accelerandone il processo di fusione.

Un impatto indesiderato della presenza della polvere del Sahara è il peggioramento della qualità dell’aria, particolarmente critico quando si trova a quote relativamente basse nell’atmosfera. Questo problema può colpire soprattutto i paesi del Mediterraneo meridionale, come la Spagna e l’Italia. Le polveri sahariane, essendo simili al particolato, costituiscono una forma di inquinamento atmosferico e possono arrecare danni all’apparato respiratorio umano se inalate in quantità significative.

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